Guida al segnale

Latenza, jitter e perdita di pacchetti: come leggerli?

Aggiornato il 16 ottobre 2026 · 8 minuti di lettura

La latenza è il tempo di andata e ritorno di un pacchetto, quello che misurano i test, il jitter è quanto quel tempo varia e la perdita indica i pacchetti che non arrivano. Insieme spiegano perché una linea può avere molti Mbit/s e restare pessima per videochiamate, giochi o accesso remoto.

Tre numeri diversi

MisuraChe cosa indicaQuando si nota
LatenzaTempo di andata e ritorno di una richiesta.Ritardo nei comandi, nelle pagine e nella voce.
JitterVariazione della latenza tra pacchetti successivi.Audio robotico, video a scatti e sincronizzazione instabile.
PerditaQuota di pacchetti che non arriva o scade.Ritrasmissioni, blocchi, audio interrotto e sessioni che cadono.

Un ping medio basso non garantisce una buona esperienza: se alcuni pacchetti arrivano molto dopo gli altri, il jitter può essere alto. Se la perdita è intermittente, una singola media può non mostrarla.

Pacchetti con latenza regolare e variabile Nel primo percorso i pacchetti arrivano a intervalli regolari. Nel secondo arrivano con tempi irregolari e uno di essi non arriva. Latenza stabile Jitter e perdita pacchetto perso Pacchetti con latenza regolare e variabile Nel primo percorso i pacchetti arrivano a intervalli regolari. Nel secondo arrivano con tempi irregolari e uno di essi non arriva. Latenza stabile Jitter e perdita pacchetto perso
La stabilità conta quanto la media: tempi irregolari o pacchetti persi possono disturbare una conversazione anche con banda sufficiente.

Da dove può arrivare il problema

Come misurare senza confondere le cause

  1. Fai una misura a riposo per almeno un minuto, annotando mediana, massimo e pacchetti persi.
  2. Ripeti durante un download e durante un upload. Il test del progetto usa richieste HTTP piccole mentre satura il collegamento con più flussi.
  3. Ripeti in più orari, comprese le sere, e registra RSRP, RSRQ, SINR, banda e tecnologia nello stesso periodo.
  4. Confronta mediana e percentili, non soltanto il ping migliore. Un singolo picco non descrive da solo tutta la connessione.

Come leggere il risultato

Per la latenza sotto carico le guide usano la scala del test di Waveform, la stessa della guida al bufferbloat: conta quanto cresce la latenza rispetto alla linea a riposo durante download o upload. Fino al voto B, cioè meno di 60 ms in più, la linea resta reattiva anche quando è occupata; con C, fino a 200 ms in più, i ritardi si notano; con D o F, da 200 ms in su, videochiamate e giochi ne risentono. È la scala di un test pubblico, non una certificazione universale.

Per una videochiamata conta soprattutto che latenza e jitter restino contenuti e che la perdita non sia continua. Per un download conta di più la velocità media. Per accesso remoto e domotica conta la combinazione di ritardo, stabilità e raggiungibilità, non solo il numero di Mbit/s.

Un esempio dai dati del progetto

Nel campione della casa in montagna la latenza è passata da 74,9 ms a riposo a 85,7 ms sotto carico: 10,8 ms in più, cioè un voto A sulla scala di Waveform. Questo singolo test non descrive tutte le sere, ma indica che in quell'intervallo il carico non ha prodotto un aumento grave del ritardo. Servono comunque più sessioni per distinguere comportamento della cella, percorso e dispositivo.

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Metodo e limiti

Non esiste un numero universale che renda buona ogni connessione. I risultati cambiano con server, percorso, Wi-Fi, orario e carico. Confronta sempre misure ripetute nello stesso punto e separa riposo, download e upload.

Fonti